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the pair of shoes

vivi la vita che immagini

Sono tante le persone che dopo aver provato all’estero Starbucks, si chiedono perché la famosa catena di caffetterie, che oggi è presente in ben 55 paesi, non sia presente in Italia. Le ragioni sono state ripetutamente spiegate su diversi blog e articoli a riguardo, ovvero il fondatore Howard Schultz maturò l’idea di dare avvio alla sua società di franchising proprio dopo aver affrontato un viaggio in Italia, dove restò ammaliato dal clima che si respirava all’interno dei caffé italiani; di conseguenza lo stesso presidente del marchio affermò che “sarebbe assurdo riportare in Italia una cosa che è nata proprio lì”. Inoltre si sostiene che nel nostro Paese il brand non avrebbe successo perché  come afferma Schultz “gli italiani non consumerebbero mai caffè in tazze di carta passeggiando”.

Io invece credo che Starbucks sia un brand che potrebbe facilmente posizionarsi nel nostro mercato e che sia anche in grado di creare una nuova cultura di consumatori di caffè. Si pensi alle numerose città universitarie, qui si consumerebbero “quantità industriali” di caffè nelle tazze di carta, sia per la comodità di portarle in biblioteca, sia per la necessità di caffeina di cui necessita uno studente nel periodo d’esame e non. E indipendentemente dalle zone universitarie, credo che la catena si affermerebbe in qualsiasi città dato il continuo interesse italiano verso il marchio. A mio parere Starbucks non è semplicemente un brand conosciuto, ma una cultura di vita. Non offre solo caffè di qualsiasi tipo, dimensione e con qualsiasi aroma, un posto dove rilassarsi e consultare un libro o studiare, ma offre anche prodotti equo-solidali per cui è anche un marchio socialmente responsabile…insomma cosa si potrebbe desiderare di più???? 

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